Siamo tutti consapevoli che il futuro della mobilità sarà in elettrico. Tutti i giorni i mass media ribadiscono quanto sia essenziale ridurre il prima possibile i livelli di polveri sottili per la nostra salute, ma soprattutto per quella ambientale.

L’uomo, grazie alle sue grandi conoscenze, ha potuto adottare molteplici accorgimenti al fine di diminuire l’inquinamento creato dalle attività umane. Importante si è rivelata l’introduzione dell’automobile elettrica nel mercato che è stata sin da subito considerata una rivoluzione. Ma come mai ad oggi ci sono così poche auto elettriche in circolazione?

Si potrebbe partire da un fattore determinante: il prezzo di acquisto.

E’ stato infatti constatato che un compratore medio non potrebbe mai sostenere un costo così elevato, che invece può permettersi un compratore benestante. Quest’ultima categoria però rappresenta una fetta di mercato troppo piccola.

Il governo, per incentivare gli acquisti, ha messo in campo delle strategie utili ad agevolare un compratore medio nella scelta di una autovettura elettrica, ma, purtroppo, tali sforzi non sono adatti. L’incentivo del Governo Italiano per la rottamazione della vecchia auto in favore di una nuova ibrida o elettrica è di 4 mila euro, mentre in Francia e Germania vengono previsti 14 mila euro. Una grande differenza.

Altro fattore determinante è la difficoltà di reperimento delle materie prime e i loro altri costi. Prendendo in considerazione le batterie, elemento essenziale per una vettura elettrica, sono disponibili principalmente nei mercati Cinesi. La Cina infatti è il paese a monte della filiera produttiva di cobalto, nichel, litio e da sempre investe in questo mercato.

Per arginare tale problema ci si sta indirizzando verso gli Stati Uniti e altri paesi Europei finanziando la costruzione di fabbriche di batterie, ma i costi di produzione resterebbero ugualmente alti per l’Italia, per la quale non è previsto alcun stabilimento.

Restando in tema batterie, queste hanno una durata media di 8-10 anni dalle quali può essere poi recuperato il 90% di materiali rari. Anche in questo caso occorre fare riferimento alla Cina.

Molti produttori dichiarano che sarebbe già possibile introdurre nel mercato Italiano nuove autovetture ad un prezzo inferiore, ma a causa della forte dipendenza con la potenza Cinese, preferiscono mantenere costi di acquisto elevati per sfavorire l’innalzamento della domanda che provocherebbe un conseguente aumento della richiesta di materie prime e successivo smaltimento alla Cina che naturalmente potrebbe sfruttare a suo vantaggio la situazione imponendo dazi commerciali elevati. Come già detto, invece, mantenendo un costo di acquisto più elevato i produttori riuscirebbero a gestire più facilmente la curva della domanda.

Altro punto saliente sono le stazioni di ricarica. Queste infatti sono ancora poco diffuse nelle nostre strade e scoraggiano gli eventuali compratori. Per ovviare a tale disagio è stata data la possibilità di ricaricare il proprio veicolo presso l’abitazione privata. Svantaggi? Lunghi processi burocratici per la messa a norma degli impianti e scarsa capacità della rete elettrica domestica di sopportare un così pesante assorbimento di energia elettrica.

Nonostante tutto, in Italia, il Governo sta provvedendo a mettere in atto ulteriori bonus e si spera che, con la scadenza di alcune concessioni con Pechino previste tra 10 anni, la situazione possa ulteriormente sbloccarsi e avere un futuro florido come da previsioni.

Giannini Srl

 

Fonte: Corriere della Sera, 21 Giugno 2020, “L’auto elettrica non decolla. Ecco perché” di Milena G. e Fabio S – https://www.corriere.it/dataroom.milena.gabanelli/auto-elettrica-non-decolla-ecco-perche-/4b1834ba-b3e0-11ea-af5b-39ef34d55a35-va.shtml)